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L'AUTORITA' PER LA PRIVACY INTERVIENE SULLE E-MAIL PROMOZIONALI INDESIDERATE

Vietato inviare e-mail promozionali senza il consenso del destinatario, anche quando si tratta solo del primo invio. Lo ha ribadito il Garante della Privacy dopo il ricorso presentato da un utente che era stato raggiunto da un messaggio, da Lui considerato spamming, da parte di una società venditrice di prodotti informatici online.

L'interessato non aveva gradito l'e-mail, ma prima di rivolgersi al Garante, aveva chiesto all'azienda la cancellazione dei propri dati dall'archivio per evitare episodi simili in futuro. Dalla società, però non vi era stata alcuna risposta. A questo punto il destinatario dello spam ha deciso di andare fino in fondo e ha presentato ricorso al Garante, secondo un comma del D.Lgs. 196/2003, che gli ha dato ragione, imponendo alla società di cancellare dal data base i suoi dati personali.

La società messa alle strette, si era giustificata spiegando che quel primo invio aveva il solo scopo di richiedere il consenso per il successivo inoltro di comunicazioni commerciali. Secondo l'Autorità era solo una scusa ed ha ammonito che occorre ottenere sempre il consenso del destinatario prima di effettuare qualunque uso dell'indirizzo di posta elettronica per qualunque tipo di utilizzo e nello specifico, se l'invio è a fini di pubblicità e marketing.

Il Garante ha ribadito ancora una volta che, un indirizzo di posta elettronica, non può essere utilizzato indiscriminatamente per il solo fatto di essere reperibile in rete. Il relatore del provvedimento ha commentato dicendo che si tratta di una prassi intrusiva, un comportamento intollerabile, che non si può inviare una e-mail pubblicitaria senza consenso e poi scusarsi affermando che comunque quella era l'unica comunicazione e che quella e-mail, resta in ogni caso una comunicazione commerciale non richiesta.

L'unico modo per arginare questo tipo di comportamento scorretto è denunciare ogni 'cyber molestia' al Garante. Da parte delle aziende, invece, ci aspettiamo un'inversione di tendenza, conclude il Dr. Fortunato (funzionario dell'Autority), in fondo basta attenersi alle regole, ossia spedire e-mail solo dietro consenso del destinatario, espresso tramite apposito modulo.

Ma hanno mai specificato di quale fantomatico modulo stanno parlando e dove reperirlo ? Questa domanda sorge spontanea.

Ora noi tutti, imprenditori compresi soprattutto, ci domandiamo: "Se la prima E-Mail deve essere una richiesta di invio, non puo' considerarsi uno spamming anche questo ?"
E poi, non sarebbe piu' logico che gli utenti o le aziende che non desiderano ricevere E-Mail, evitassero di pubblicare il loro indirizzo in modo pubblico su Internet ?
L'illogicità secondo noi è tutta Italiana come al solito in quanto negli Stati Uniti ed in altri Paesi se non si desidera posta elettronica, non si rende pubblica l'E-Mail, in quanto anche le nostre cassette postali sono pubbliche e di pubblicità ne riceviamo a iosa senza che nessuno dica niente.
Il Garante non si rende conto o è un modo per far guadagnare gli uni e non gli altri ?
Molte sono le micro imprese che cercano di nascere con poco denaro in quanto gestite da giovani che hanno un sogno: "diventare imprenditori".
Vogliamo da subito negare ai nostri figli un diritto alla libertà ?
Siamo in uno Stato Democratico o in uno Stato di Polizia ?
Una E-Mail se mi arriva la butto con un click del mouse, mentre le pubblicità di COOP ROSSE e quant'altro ci occupano spazio nel cestino della spazzatura (quindi li' si' che c'e' fastidio).
Diciamocela tutta, vogliamo che i nostri figli lavorino ma come “OPERAI” senza migliorare il loro Status Sociale per non sentirci da meno di loro ?
Questa secondo noi è solo una delle tante gocce che violano la libertà democratica dell'individuo e che non permettono al nostro Paese di crescere in una cultura tecnologica avanzata (vedasi le Leggi degli altri Paesi Extra Europei).
Siamo perfettamente d'accordo sul fatto che lo spamming è fastidioso e vada denunciato qualora l'indirizzo di posta elettronica non sia pubblico ma reperito illecitamente interrogando i Server DNS dei vari gestori (ecco come fanno gli spammer), ma contrari al fatto di non inviare E-Mail a quanti coloro lo abbiano reso pubblico sui siti internet o sulle Pagine Bianche etc. ma la Legge e’ Legge e deve essere giustamente rispettata.
Ai nostri lettori lasciamo le conclusioni.